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26/04/2022
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Missione in Libano: Attività CIMIC dei Caschi Blu
I Caschi Blu realizzano un progetto per il settore Igiene e Sanità nella missione in Libano Il contingente italiano della missione in Libano, su base Brigata Aeromobile Friuli, prosegue la campagna di aiuti che, attraverso donazioni di beni, di materiali e la realizzazione di specifici progetti, mira a supportare le fasce più deboli della popolazione. In tale contesto, nel pieno rispetto delle misure di contenimento per il COVID, è stata inaugurata nei giorni scorsi presso la comunità di Dayr Quanun An Nhar, dal Comandante del settore ovest del sud del Libano Generale di Brigata Stefano Lagorio e dal Sindaco della città Adnan Kassir, la stazione di compostaggio dei rifiuti realizzata in supporto al settore igiene e sanità per la popolazione locale. Il progetto, finanziato con fondi italiani, ha visto la realizzazione di un fabbricato leggero con struttura metallica adibito alla raccolta dei rifiuti e la fornitura di un compattatore. Nell’occasione il Sindaco ha voluto rimarcare il forte legame che si è instaurato tra la comunità di Dayr Quanun An Nhar e il contingente italiano e ha ringraziato l’Italia per l’aiuto che già da molti anni fornisce e continua a fornire alla comunità locale grazie al personale italiano della cellula Civil Military Cooperation di Sector West (formata da militari dell’unità CIMIC di Motta di Livenza).I militari italiani, oltre alle operazioni di controllo del territorio fondamentali per l’assolvimento della missione UNIFIL, sostengono la comunità libanese, pesantemente colpita dalla crisi, grazie al lavoro di coordinamento e organizzazione della cellulla CIMIC (Cooperazione Civile-Militare) del comando del settore ovest del sud del Libano. Attualmente le forze del settore ovest di UNIFIL, al comando del Generale di Brigata Stefano Lagorio, sono costituite da oltre 1.000 Caschi Blu italiani e da peacekeeper provenienti da 14 nazioni (Italia compresa): Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.

Missione in Libano: Contingente italiano dona computer a scuola del sud del Libano
I Caschi Blu italiani della missione in Libano donano materiale informatico alla scuola “Saint Joseph” di Ain Ibill
I Caschi Blu del contingente italiano di UNIFIL, su base Brigata Aeromobile “Friuli”, al comando del Generale di Brigata Stefano Lagorio, hanno effettuato una consistente donazione di materiale informatico agli studenti della scuola gratuita di “Saint Joseph”, istituto comprensivo fondato e gestito dalle suore del sacro cuore di Gesu’ e Maria di Ain Ibill, nel Sud del Libano, che possono riiniziare le attivita’ didattiche con un maggior supporto informatico. I militari del contingente italiano schierato nel sud del paese rappresentati dal comandante, Generale Lagorio, alla presenza delle autorita’ locali, della direttrice Suor Maya Beaino e di una rappresentanza di studenti e genitori, hanno effettuato la consegna di dieci computer portatili, di una fotocopiatrice ad alta capacita’, di una stampante e di cancelleria varia. Tale materiale andra’ ad incrementare le capacita’ informatiche della scuola “Saint Joseph” che fornisce istruzione a circa 800 studenti, bambini e ragazzi tra i 3 e i 15 anni di ogni estrazione sociale e credo religioso, provenienti dal villaggio e dai vicini paesi del distretto di Bint Jbeil. Suor Maya Beaino, con sentita riconoscenza e gratitudine, ha rivolto ai caschi blu italiani e all’Italia in generale sentimenti di fratellanza sincera anche a nome dei docenti e di tutti gli studenti. Il progetto, finanziato con fondi del Ministero della Difesa italiano che si inquadra nell’ambito degli interventi dell’ambiente civile - settore autorita’ locali, e’ stato realizzato dal personale della cellula Civil Military Cooperation di Sector West (formata da militari dell'unità CIMIC di Motta di Livenza) che hanno approvigionato il materiale facendo ricorso a fornitori locali con positive ricadute economiche sul territorio. Il sostegno alla popolazione e alle istituzioni locali, compito fondamentale che il contingente italiano a guida Brigata Aeromobile “FRIULI” svolge, costiuisce uno dei pilastri della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite che si abbina a quello del controllo della cessazione delle ostilità e della cooperazione con le Forze Armate libanesi.

 Missione in Libano: esercitazione interforze Resilient Link III
Missione in Libano, il Comando italiano del Sector West ha schierato il proprio Posto Comando Avanzato nell'esercitazione Resilient Link III – 2021 9 settembre 2021 - Naqoura -Libano. Si è conclusa oggi presso la base “Green Hill” di Naqoura, nel Libano meridionale, l’esercitazione multinazionale interforze Resilient Link III – 2021, che ha visto impegnati per due giorni i Posti Comando Avanzati – Forward Command Post (FwCP) dei contingenti militari di UNIFIL.Il Contingente Nazionale Italiano sotto il comando della Brigata Aeromobile Friuli, responsabile del Sector West di UNIFIL, ha partecipato con il proprio Forward Command Post alla complessa esercitazione. L’HQ Support Unit su base battaglione “Pordoi” del 2° Reggimento Trasmissioni Alpino di Bolzano ha enucleato il FwCP completo di assetto di Force Protection e componente logistica di supporto necessaria.L’esercitazione ha visto per la prima volta dispiegati tutti i FwCP di UNIFIL. Oltre a quello italiano erano schierati anche quelli enucleati dal comando di UNIFIL, dal comando di Sector Est su base spagnola, dalla Force Command Reserve su base francese e dalla Maritime Task Force su base tedesca.L'esercitazione ha lo scopo di verificare l’efficacia delle procedure di prontezza operativa, la velocita’ nel creare una capacità di backup Communication and Information System (CIS) nell'Area di Responsabilità (AOR) e di controllare le capacita’ operative sia del personale preposto alle comunicazione che dei materiali tecnici, si è sviluppata attraverso l’impiego di sistemi di comunicazione satellitari, radio HF e VHF, PC campali e sistemi di supporto tecnico per la realizzazione di rete telefoniche, maglie radio e piu’ reti data finalizzate alle connessini tra I FwCPs, le unita’ schierate e anche con la Madrepatria.La capacita’ di dispiegare rapidamente sul terreno una struttura di comando e controllo in grado di utilizzare un network di comunicazione multilivello rende il contingente italiano in grado di contribuire al mantenimento del cessate il fuoco che è uno dei compiti impliciti assegnati a UNIFIL nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.


Missione in Libano: Il Capo di SMD in visita al contingente italiano
Il Capo di SMD Generale Enzo Vecciarelli ha visittato i Caschi Blu italiani della missione UNIFI
Shama 27 settembre 2921. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, accompagnato dell’Ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere, dopo aver incontrato il Force Commander della missione UNIFIL, Generale di Divisione Stefano Del Col, ha visitato il contingente italiano della missione in Libano, su base Brigata Aeromobile Friuli. Il Generale Vecciarelli si è recato nel pomeriggio presso la Base “Millevoi” di Shama, sede dei Caschi Blu italini che operano nel settore ovest del sud del Libano nell’ambito della missione delle Nazioni Unite UNIFIL, e ha incontrato il Comandante del contingente, Generale di Brigata Stefano Lagorio, e il suo personale.Nel suo inciso, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha posto l’accento sulla professionalità del personale militare italiano impegnato all’estero, rimarcando l’importanza di tale schieramento nazionale, sotto il vessillo dell’ONU, a sostegno del Libano per il mantenimento della pace e la stabilizzazione dell’area, soprattutto in questo momento di grave crisi economica che ha investito la terra dei cedri.I Caschi Blu del contingente italiano operano giornalmente per l’implementazione della Risoluzione ONU 1701 assicurando il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, e garantendo il rispetto del cessate il fuoco mediante la realizzazione di posti di controllo, di posti di osservazione e attraverso pattugliamenti nell’area costiera a sud della città di Tiro e lungo la "Blue Line".



     

 

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