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11/12/2021
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UNIFIL i Caschi Blu Italiani
“Il Reggimento Logistico “Taurinense”
“Il Reggimento Logistico “Taurinense” prosegue l’impegno a favore delle famiglie e dei bambini libanesi, grazie alla partecipazione e ai contributi di donors italiani. Dopo aver effettuato importanti donazioni ad associazioni di volontariato nell’area di Tiro, gli Alpini della “Ceccaroni” si sono recati nel villaggio di Rumaych lungo la Blu Line – la linea di demarcazione tra Libano e Israele - per poter supportare la comunità attraverso la sede locale della Caritas che fornisce assistenza a otto insediamenti nell’area e che disporrà così di generi di prima necessità per l’infanzia. Le donazioni, alle quali hanno partecipato il Direttore della Caritas, Autorità locali e il Comandante del Reggimento, Colonnello Giulio Arseni, sono state rese possibili grazie alla solidarietà e alla collaborazione mostrate da importanti organizzazioni nazionali, tra cui l’Ana di Rivoli e l’Associazione Ampio Raggio ed organizzazioni internazionali che hanno voluto sostenere in maniera attiva le iniziative promosse per il Libano dal Reggimento Logistico. Il coordinamento della cellula CIMIC (Cooperazione civile-militare) del Sector West – il comando a guida italiana inserito nella missione UNIFIL – ha permesso di individuare l’organizzazione più idonea nell’area.”



 IL REGGIMENTO LOGISTICO “TAURINENSE”
INSIGNITO DELLA CROCE D’ARGENTO AL MERITO DELL’ESERCITO
Torino, 11 settembre. Nel corso della cerimonia di avvicendamento al comando della Brigata Alpina “Taurinense”, la Bandiera di Guerra del Reggimento Logistico “Taurinense” è stata decorata dal Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine, della Croce d’Argento al Merito dell’Esercito per l’impegno profuso durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Ad accompagnare la Bandiera di Guerra, il Comandante del Reggimento, Col. Giulio Arseni. Il momento della decorazione è stata preceduto dalla lettura della motivazione con la quale il Ministro della Difesa ha concesso l’onorificenza. «Fiera e coesa Unità, fedele al suo motto "Omnia Omnibus", interveniva con slancio e determinazione, apportando un fondamentale contributo in supporto alla popolazione duramente colpita dalla grave emergenza epidemiologica da Covid-19. Conscia del subdolo pericolo affrontato, garantiva la distribuzione di materiale sanitario, nonché attuava opere di sanificazione essenziali per la mitigazione del rischio di contagio. Con generoso spirito di abnegazione, preservando l'incolumità altrui si faceva carico di trasportare, con profonda umanità nel loro ultimo, commovente viaggio, le salme dei cittadini deceduti».
L’evento ha assunto un valore ancora più significativo perché giunto a pochi giorni dal rientro del Reggimento dal Libano dove ha concluso il suo mandato semestrale nell’ambito della Missione UNIFIL durante la quale l’Unità ha trasferito la propria esperienza, supportando la popolazione locale e il Contingente Italiano nel contrasto alla difficile situazione epidemiologica nel “Paese dei Cedri”.

   



La Taurinense ricorda il Maresciallo Massimiliano Taddeo ad un anno dalla scomparsa.
Nel sud del Libano gli alpini della Brigata Taurinense ricordano il Sottufficiale scomparso lo scorso anno. Presso la Base di Shama, nel sud del Libano, lo scorso 10 aprile è stata officiata una Santa messa in ricordo del Maresciallo Massimiliano Taddeo, l’alpino della Taurinense che, il 7 aprile 2020, perse la vita in un incidente stradale mentre si recava presso l’Unità di crisi della Regione Piemonte dove operava nell’ambito dell’emergenza da Covid-19. La celebrazione, officiata da Don Diego Maritano, cappellano della Brigata Taurinense e del Contingente Italiano in Libano, nasce dalla volontà del Generale Davide Scalabrin, Comandante della Brigata Taurinense, e dei numerosi colleghi del Maresciallo Taddeo presenti in Libano, di dedicare un momento di ricordo alla memoria del collega. Dopo la funzione religiosa, i commilitoni di Massimiliano si sono quindi video-collegati con i famigliari del Sottufficiale scomparso per esprimere la loro vicinanza morale e spirituale.
 
 

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