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01/12/2018
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Notizie Varie
L’ipocrisia svelata sul soldato Olivotto
Guglielmo Olivotto fu rinchiuso a Fort Lawton finché, dopo l’8 settembre, lo  inquadrarono nell’Unità Italiana di Servizio (ISU) agli ordini degli americani.  Fu trovato morto impiccato di Gian  Antonio Stella
Settantadue anni, due mesi e venti giorni dopo il suo assassinio, il prossimo 4 novembre, sulla tomba del soldato Guglielmo Olivotto, sepolto al cimitero militare di Fort Lawton, a Seattle, sarà deposto un mazzo di fiori del nostro governo. Era ora. Certo, non saranno i primi fiori a esser deposti lì. Ne avevano già posati, ogni anno, gli immigrati italiani che fecero costruire a loro spese il monumento (una colonna spezzata) che ricorda quello sfortunato autiere militare vittima di un linciaggio razziale e altri compaesani di passaggio. L’Italia no, però. L’Italia non aveva ancora fatto quel piccolo ma importante gesto. Che va a riparare un ritardo sconcertante. Nato nel 1911 nel trevigiano, mandato in guerra in Africa, catturato dagli Alleati nel ‘43 e spedito come prigioniero di guerra a Seattle, Guglielmo fu rinchiuso a Fort Lawton finché,
dopo l’8 settembre, lo inquadrarono nell’Unità Italiana di Servizio (ISU) agli ordini degli americani. Con tanto di divisa e la scritta Italy. A Fort Lawton, però, scrive l’ufficiale a riposo Renzo Carlo Avanzo, che più di tutti si è battuto per rendere onore al morto dimenticato, è di stanza in quel periodo «un battaglione di colore che il 15 agosto 1944 deve imbarcarsi per il Pacifico. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto scoppia una rissa tra i soldati di colore e gli italiani. All’alba Olivotto viene rinvenuto impiccato». La colpa del linciaggio viene addossata a una trentina di soldati di colore. Processati. Condannati.
Mezzo secolo dopo, sul Corriere, Ennio Caretto scriverà che grazie al libro-inchiesta «On american soil», di Jack Hamannun, non solo il caso era stato riaperto ma i militari riconosciuti innocenti: «L’annuncio ha suscitato scalpore: la Corte marziale dei 28 neri fu la più grande della seconda guerra mondiale in America. Ma stando al tribunale, l’omicidio di Olivotto, trovato appeso a una fune dopo un feroce scontro tra i prigionieri italiani e i soldati Usa, fu probabilmente commesso non dai neri bensì da poliziotti militari bianchi, il cui leader morì anni fa». Uno dei riabilitati, ancora vivo, confermerà: «Ne sentii uno, di quei poliziotti, minacciare di spaccare la testa a Olivotto. Alcuni odiavano gli italiani: dicevano che erano nemici e dovevano essere trattati come tali». Fatto sta che per decenni, negli archivi italiani, per salvaguardare il buon nome dell’esercito americano, il soldato trevisano risultò morto in un «incidente»… Una ipocrisia rimossa soltanto nelle ultime settimane.

Ricetta medica elettronica: al via dal 1 marzo 2016
Ma come funziona, nel concreto, il nuovo sistema? I dottori, per effettuare una prescrizione, si connettono dal proprio pc a un apposito portale: compilando la ricetta sullo schermo, identica a quella cartacea, un Nre (numero ricetta elettronica) sarà associato al nostro codice fiscale, aggiungendo in automatico anche eventuali esenzioni. Il sistema stampa quindi il promemoria, con il quale possiamo andare in farmacia: con i dati presenti, attraverso i codici a barre stampati sul piccolo foglio A5, il farmacista recupera la prescrizione direttamente on-line e ci consegna la medicina di cui abbiamo bisogno. Il procedimento nei prossimi mesi si diffonderà anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sara’ accettata anche  da cliniche, ambulatori e ospedali.


Il 15 Ottobre 2019, a Torino, un gruppo di ex Autieri, autodefinitosi " I REDUCI DI GIARUB ", si sono ritrovati e hanno festeggiato il 50^ Anniversario dal congedo dall'allora SUOLA SPECIALIZZATI della MOTORIZZAZIONE MILITARE - "Caserma Nicolò Ponzio" ( detta GIARUB) - Roma Cecchignola, avvenuto per la maggior parte di loro il 18 Ottobre 1965.






Nel 2011 avranno luogo le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, per le quali il Sindaco di Torino dott. Sergio Chiamparino ha proposto alle Associazioni d'Arma e Combattentistiche di tenere eventi in Torino a ricordo della costituzione dell'Esercito Italiano. Numerose Associazioni, compresa l'Associazione Nazionale Autieri d'Italia, hanno aderito all'invito, ritenendo comunque fattibile un raduno unico delle stesse. Nei prossimi mesi avranno luogo le prime riunioni organizzative, coordinate dal Com.te della Regione Militare Nord Gen. Cravarezza. Al centro dell'attenzione del nostro raduno sarà ovviamente, lo splendido monumento all'Autiere d'Italia sito nel Corso Unità d'Italia nel Parco del Valentino.


E' stata celebrata la 9^ giornata nazionale Mauriziana, presso il Sacrario Nazionale Mauriziano d'Italia, alla presenza di oltre duemila persone e delle rappresentanze militari dei Decorati di Medaglia d'Oro Mauriziana dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e di un Reparto in Armi del 9° Reggimento Alpini, unitamente alle Associazioni Combattentistiche e d'Arma. La Santa Messa è stata officiata dal Cappellano Militare Don Filippo Di Giorgio, il sorvolo della cerimonia è stato effetuato dalla Sezione Aerea della Polizia di Stato, e tutta la celebrazione è stata allietata dalla banda musicale di Barrea che ha scandito i momenti della cerimonia. Sono seguiti gli interventi del Sindaco di

Pescocostanzo, Pasqualino Del Cimmulo e del Presidente della Fondazione Mauriziana Mauro Di Giovanni. Numerosi i messaggi augurali giunti dalle maggiori autorità nazionali e internazionali la cui lettura è stata effettuata dal Presidente onorario della Fondazione Mauriziana Sergio Paolo Sciuto della Rocca che, nella circostanza, ha anche consegnato al Presidente dell'Associazione Giuliano-Dalmata Mario Diracca la Medaglia del Presidente della Repubblica On. Prof. Giorgio Napolitano per la collaborazione fornita a sostegno delle attività che vengono svolte presso il Sacrario Nazionale Mauriziano d'Italia. Al termine della cerimonia sono stati inaugurati due nuovi monumenti nell'aerea del Sacrario, munifici doni della Delegazione Provinciale di L'Aqiula delle Guardie d'Onore presieduta dal Cav. Giuseppe Del Zoppo, rispettivamanete dedicati ''Ai martiri delle foibe'' ed al ricordo ''del 150° anniversario dell'unità nazionale''. La suggestiva giornata ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, intervenuti al fianco delle rappresentanze militari per venerare San Maurizio Martire protettore delle Armi, patrono degli Alpini e della gente di montagna.


2 GIUGNO 2010, 64° Anniversario della proclamazione della Repubblica



Lo scorso 2 giugno si è svolta a Roma la principale Festa Nazionale: la festa della Repubblica Italiana, ricorrenza celebrata oltre che su tutto il territorio nazionale anche in tutte le ambasciate italiane nel mondo.Come id consueto, ormai dal 2001, (anni in cui l'allora Presidente della Repubblica Prof. Carlo Azeglio Ciampi volle ripristinare con determinazione, passione e spirito patriottico, questa ricorrenza caduta indegnamente nel dimenticatoio) l'importante ricorrenza è stata onorata e impreziosita dalla Parata Militare, avvenuta lungo Via dei Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica, di tutte le più alte cariche dello Stato, del Corpo Diplomatico e delle massime autorità civili, religiose e militari. Sono trascori 64 anni quel lontano 2 giugno 1946, quando gli italiani sopravvissutial più terribile dei conflitti mai visti nella

storia vennero chiamati alle urne - e per la prima volta anche le donne - per decidere democraticamente sulla forma di governo da dare al paese scegliendo tra monarchia e repubblica. Il popolo italiano fece la sua scelta e dopo 85 anni di Regno l'Italia diventava Repubblica. Per il profondo legame che unisce lo Stato ai suoi servitori con le stelle a cinque punte, il tema della Parata di quest'anno non poteva dhe essere: LA REPUBBLICA E LE SUE FORZE ARMATEal più terribile dei conflitti mai visti nella storia vennero chiamati alle urne - e per la prima volta anche le donne - per decidere democraticamente sulla forma di governo da dare al paese scegliendo tra monarchia e repubblica. Il popolo italiano fece la sua scelta e dopo 85 anni di Regno l'Italia diventava Repubblica. Per il profondo legame che unisce lo Stato ai suoi servitori con le stelle a cinque punte,il tema della Parata di quest'anno non poteva dhe essere:LA REPUBBLICA E LE SUE FORZE ARMATE e, come sottolinea una nota dello Stato Maggiore della Difesa,''la Parata rappresenta l'omaggio delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Presidente, oltre a ricordare il personal emilitare e civile al


servizio dello Stato,che con il proprio impegno quotidiano contribuisce ad accrescere l'immagine in campo internazionale dell'Italia''. La celebrazione è iniziata alle 9.00 dinanzi al mausoleo del Milite Ignoto, dove il primo deferente pensiero del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano è stato rivolto ai militari di ogni arma, grado e specialità che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere al servizio della Patria. Successivamente si è svolta la Parata, articolata quest'anno in 7 settori che comprendevano 233 Bandiere, Medaglieri e gonfaloni in rappresentanza di altrettante Regioni, Province, Comuni, Associzioni Combattentistiche e d'Arma; 5650 militari; 430 civili; 210 quadrupedi; 262 mezzi e 9 velivoli (le Frecce Tricolori).Il primo settore era dedicato alle Missioni Internazionali che vedono impegnate le nostre Forze Armate, in diversi paesi del mondo, per portare pace e speranza e garantire giustizia e sicurezza.Schierati con questo settore anche i Gruppi Bandiera di paesi esteri che collaborano con i nostri soldati all'estero come I settori dal secondo al quinto erano dedicati alle nostre Forze Armate: Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri.Il sesto settore era dedicato ai corpi militari e ausiliari dello Stato: Guardia di Finanza, Croce Rossa Italiana, Sovrano Militare Ordine di Malta.

Il settimo settore era dedicato ai corpi armati dello Stato: Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Corpo dei Vigili del Fuoco, reparti a cavallo, un reparto motociclisti della Polizia Municipale del Comune Capitolino e le rappresentanze della Protezione Civile Nazionale.A conclusione della parata, durata circa 90 minuti, l'immancabile e tanto atteso da tutta la gente presente sia nelle tribune che lungo tutto il percorso della Parata, passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale: le superbe Frecce Tricolori, orgoglio e vanto della nostra Aeronautica Militare.La nostra Associazione d'Arma ha ben figurato, partecipando anche alle prove notturne, con una formazione numerosa e prestigiosa, che ha servito e scortato con onore il Medagliere degli Autieri d'Italia.La rappresentanza ha avuto l'onore di essere comandata dal suo Presidente Nazionale Ten. Gen. Vincenzo De Luca, accompagnato dal Gen. Roberto Boschi e come scorta d'onore il Luogotenete Vincenzo Gravante, il Caporale Scelto Claudio Ficile ed il sottoscritto come alfiere.
di Ten. Marco Citati

ALCUNE ANNOTAZIONI DI UN AUTIERE IN TRIBUNA....




Vorrei sottolineare alcuni momenti della sfilata che almeno al sottoscritto hanno suscitato particolare emozione.Per primo, tra gli altri Medaglieri, ugualmente degni di un deferente pensiero per quanto, il passaggio del Medagliere dell'ANAI che mi è sembrato si distinguesse fra tutti, anche perchè tenuto ben in alto dall'Alfiere Ten.Citati e scortato dal Presidente Nazionale. Poi il canto ''Los demonios'', fiero ed emozionante biglietto da visita dei fanti della Brigata ''Sassari''. Poi ancora il vuoto nello sfilamento ... subito riempito dalle piume al vento dei bersaglieri , ed infine il passaggio degli Autieri del 24° Rgt. di manovra di Bolzano il cui assetto formale mi è sembrato assolutamente pari a quello dei militari di tutte le altre armi.

di Loreto Barile


Inaugurazione del Museo sulla seconda guerra mondiale di Rocchetta a Volturno (Isernia)

L'Associazione ''Scapoli 1943-1944'' ha il piacere di annunciare che verrà inaugurato un Museo relativo a reperti bellici e documentali con riferimento al periodo post-armistiziale, sito in Rocchetta a Volturno (IS). I beni oggetto di esposizione costituiscono una collezione esclusiva, comprensiva di pezzi rari e di alto valore storico-culturale. Infatti, l'intera raccolta, certamente unica nel suo genere, non ha pari nell'intero centro-sud del paese.
In occasione dell'evento saranno intraprese convenzioni con ristoranti operanti nella zona, al fine di assicurare prezzi vantaggiosi a turisti e visitatori
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