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26/04/2022
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Dall’Italia nuovi contributi per la campagna del Contingente Italiano
contro il Covid in Libano
Si è svolta lo scorso 8 aprile la donazione di materiali per l’infanzia a supporto del Social Development Center di Ayta Ash Sha’b, nell’ambito della campagna “Together Against Covid” portata avanti dai peacekeepers del Sector West di Unifil. I materiali, veicolati nel sud del Libano dal Reggimento Logistico “Taurinense”, hanno consentito di incrementare le azioni di supporto che il contingente italiano della Missione UNIFIL sta sviluppando a favore della popolazione. I caschi blu italiani della Brigata Alpina “Taurinense”, nel corso della donazione hanno voluto evidenziare, per il tramite del Col. Giulio Arseni, l’importanza di uno sforzo congiunto per contrastare insieme la pandemia che sta profondamente colpendo il Libano. Il Comandante del Reggimento Logistico, rivolgendosi al Sindaco, Mr. Khalil Srour, e alla Dottoressa Siam Droubi Direttrice del Centro, ha inoltre ricordato “come il legame tra Italia e Libano sia una realtà indissolubile che deve tendere a costruire sempre nuove opportunità di supporto, specialmente in un momento in cui la crisi economica nel Paese dei Cedri sta fortemente condizionando le condizioni di vita della popolazione”. Il Reggimento, che opera in Libano dallo scorso Febbraio, ha il compito di supportare il Contingente Italiano nei differenti settori della logistica, garantendo la piena operatività delle unità di manovra. Agli uomini e alle donne di Rivoli è anche affidato il compito di gestire i flussi di materiali e di personale in arrivo ed in partenza dal Teatro attraverso l’hub logistico di Beirut.
  

Libano: 150˚ Corso di Diritto internazionale presso il Sector West di UNIFIL
Si è svolto presso la base Millevoi di Shama il 150° Corso di Diritto Internazionale Umanitario dei conflitti armati per Operatori Internazionali.
Si è svolto presso la base “Millevoi” di Shama, nel Libano meridionale, il 150˚ Corso di Diritto Internazionale Umanitario dei conflitti armati per Operatori Internazionali, svolto dalla Croce Rossa Italiana a favore di 30 militari italiani e stranieri impiegati nel Settore Ovest di UNIFIL. Articolato su quaranta ore di studio suddivise tra lezioni frontali “a distanza” e momenti di esercitazione in sottogruppi, il corso è stato condotto da Docenti Universitari, Istruttori di Diritto Internazionale, Consiglieri Giuridici e da personale della Croce Rossa altamente qualificato, collegatosi da ogni parte d’Italia. Particolarmente significative e preziose sono state le lectio magistralis del Dottor Nicola Pedde, direttore dell’Institute of Global Studies e del Professor Edoardo Greppi, luminare del Diritto Internazionale Umanitario. In considerazione della presenza di personale straniero appartenente al comando multinazionale del Settore Ovest, le lezioni e le esercitazioni di applicazione delle norme di diritto internazionale in casi concreti, si sono svolte totalmente in lingua inglese. Nel pieno rispetto della prospettiva di genere, il corso ha visto un’equa partecipazione di personale femminile e maschile qualificandosi pertanto come un’attività attenta alle tematiche gender. Nei sei giorni di lezione sono stati affrontati molteplici e interessanti tematiche del Diritto Internazionale dei conflitti armati tra cui i principi di proporzionalità, limitazione e distinzione e argomenti di assoluta attualità che riguardano i diritti umani e il fenomeno migratorio, l’esperienza della CRI, il trattamento dei prigionieri di guerra, l’uso e l’abuso dell’emblema di protezione ed il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. L’attenta analisi di casi di studio richiedenti l’applicazione delle norme in contesti simulati, ha reso inoltre il corso strettamente attinente alle diverse situazioni che il personale militare può trovarsi ad affrontare in contesti simili a quello libanese. Al termine del Corso - il primo in assoluto svolto in questa modalità totalmente a distanza e in lingua inglese - si è svolta una ristretta cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione ad una rappresentanza dei militari frequentanti e le parole del Comandante, Generale di Brigata Davide Scalabrin, hanno sottolineato “l’importanza assoluta di approfondire la conoscenza di norme fondamentali per lo svolgimento del nostro lavoro in ogni ambito di impiego e in ogni tipologia di operazione”. Il Comandante ha poi ringraziato i docenti per “la comprovata competenza e la passione che hanno infuso nel trasmettere ai partecipanti una materia così ampia e difficile, in una modalità tecnicamente complessa derivata dai collegamenti tra i militari del Sector West e i docenti ”. Il Colonnello dell’Aeronautica Militare Francesco Elia, Direttore del Corso della Croce Rossa Italiana, ha ringraziato tutto il personale partecipante per l’interesse dimostrato verso la materia, testimonianza di come “la diffusione della conoscenza delle norme del Diritto Internazionale Umanitario, uno degli scopi principali della Croce Rossa Internazionale, sia fondamentale per il lavoro svolto dai militari sul campo nei difficili teatri operativi in cui sono impiegati”. Un ringraziamento particolare è stato espresso al personale della Brigata Alpina “Taurinense” che grazie alla propria esperienza e professionalità ha reso possibile questo corso pur in un contesto limitato dalla distanza e dalle difficoltà dovute alla attuale situazione sanitaria.


UNIFIL: i Caschi blu italiani custodi della Blue Line.
Nei primi due mesi di mandato oltre 3.000 le attività operative svolte lungo la linea di demarcazione ONU da Alpini e Dragoni della Taurinense di UNIFIL. Con lo svolgimento in piena sicurezza dell’incontro tripartito presieduto dall’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, Generale di Divisione Stefano Del Col, e gli alti rappresentanti delle Forze Armate Libanesi e Israeliane presso la postazione ONU di Ras Naqoura, si sono conclusi i primi due mesi di impiego della Brigata alpina “Taurinense” in terra libanese. Dallo scorso febbraio, la Task Force Italbatt, la componente di manovra del contingente italiano di UNIFIL basata sul reggimento “Nizza Cavalleria” (1’) e sul battaglione alpini “Saluzzo”, ha effettuato oltre 3.000 attività. Gli Alpini e i Dragoni della Taurinense – attuando gli stretti protocolli previsti per il contenimento del contagio da Covid-19 – hanno operato per garantire le attività di controllo e di monitoraggio della cessazione delle ostilità in esito al mandato della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, mediante continui pattugliamenti della Blue Line e nell’intero settore di responsabilità. Come recentemente sottolineato dal Generale Del Col, i Caschi blu di UNIFIL sono i “custodi temporanei” della Blue Line, la fondamentale linea di demarcazione che separa il Libano da Israele, lunga oltre 120 chilometri, stabilita formalmente dalle Nazioni Unite nel 2000 e ben riconoscibile tramite i caratteristici “Blue Pillars”. Contestualmente, il Comando del Contingente Italiano ha coordinato le attività delle cinque Task Force multinazionali alle proprie dipendenze, sviluppando oltre diecimila attività nei primi sessanta giorni di mandato, in un contesto complesso e altamente instabile come quello libanese, dove la crisi economica e politica è aggravata dall’emergenza sanitaria per la pandemia.


Libano: la campagna “Together against Covid” si estende agli ospedali della regione.
L’impegno dei peacekeepers Italiani della “Taurinense” si estende alle strutture ospedaliere. La lotta al Covid-19 continua ad essere l’obiettivo principale nel supporto alla popolazione Libanese da parte dei peacekeepers del Sector West di UNIFIL – a guida Brigata Alpina "Taurinense" – che dallo scorso marzo sono impegnati a promuovere la sicurezza contro il virus attraverso la campagna “Together against Covid”. La consegna di un grande quantitativo di dispositivi di protezione individuale, di materiale sanitario e medicinali a due strutture ospedaliere governative a Tibnin e Bint Jubayl ha di fatto esteso alle strutture ospedaliere della regione il supporto dei caschi blu a comando italiano alla popolazione libanese. Contestualmente, proseguendo il dialogo e il confronto con la leadership locale, il Generale di Brigata Davide Scalabrin, Comandante del Sector West, ha incontrato negli ultimi giorni le principali autorità civili e religiose delle Unioni delle Municipalità di Tiro, Bint Jubayl e Tibnin, sulle quali si estende l’area di responsabilità italiana, che hanno unanimemente espresso vivo apprezzamento per lo sforzo compiuto dai militari italiani nel sostenere tangibilmente le comunità locali, nonostante il complesso periodo economico e sociale che sta vivendo il Libano. Nel corso degli incontri con le autorità religiose di fede cristiana il Generale Scalabrin ha voluto rivolgere un pensiero di auguri in occasione delle prossime festività Pasquali che, a differenza del passato, non potranno vedere i consueti momenti di aggregazione tra la comunità libanese e quella di UNIFIL. Nondimeno, nel corso dei due primi mesi di mandato, gli Alpini e i Dragoni della Taurinense – attuando i protocolli previsti per il contenimento del contagio da Covid-19 – hanno operato per garantire le attività di controllo e di monitoraggio della cessazione delle ostilità in esito al mandato della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, mediante continui pattugliamenti nel settore, coordinando l’impiego delle Unità malesi, ghanesi, irlandesi e coreane sotto il comando italiano.


Missione in Libano: supporto alla pulizia della costa
Caschi Blu italiani in missione in Libano consegnano materiale necessario a ripulire la Tyre Coast Nature Reserve
Con la consegna di una seconda tranche di dispositivi di protezione individuale da parte dei Caschi Blu italiani del Sector West di UNIFIL all’Unione delle Municipalità di Tiro, si è conclusa la fornitura urgente dei materiali necesari alle centinaia di cittadini libanesi che si stanno adoperando nella pulizia delle coste del Libano meridionale. Nei giorni scorsi infatti, decine di tonnellate di greggio si sono riversate sulle coste israeliane e del Libano meridionale, minacciando la “Tyre Coast Nature Reserve”, importante oasi naturale nel Paese dei Cedri. Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Force Commander e Head of Mission di UNIFIL, ha immediatamente contattato le autorità locali per poter fornire supporto alla Municipalità di Tiro e alle decine di associazioni di volontari intervenuti per ripulire le coste dal petrolio proveniente dal mare, interessando anche gli assetti CIMIC (Cooperazione Civile-Miliare) del Sector West, al comando del Generale di Brigata Davide Scalabrin. Nella giornata di sabato una prima tranche di DPI, comprensivi di tute monouso, guanti e mascherine è stata consegnata dai Caschi Blu italiani direttamente alla Direttrice della Riserva, Nahed Masayleb, alla presenza dell'On. Inaya Hezzedine e del Sindaco di Tiro e Presidente delle Municipalità Hassan Dobouk. Nella giornata di lunedì, con un’ulteriore fornitura di materiale presso la sede dell’Unione delle Municipalità, si è conclusa l'attività, effettuata in stretto coordinamento con il Dipartimento del Civil Affair del Comando UNIFIL di Naquora. La Riserva Naturale della costa di Tiro, con un'espansione di oltre 380 ettari, è la più grande spiaggia sabbiosa del Libano e ospita molte specie importanti di piante e animali, tra le quali la tartaruga marina e il topo spinoso arabo, comprendendo anche le antiche sorgenti di Ras El Ain, conosciute ed utilizzate dal periodo fenicio. Unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate libanesi, il sostegno alle autorità locali e alla popolazione è tra i compiti principali assegnati a UNIFIL dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, e i Caschi Blu italiani del Sector West, su base Brigata Alpina “Taurinense”, si stanno adoperando senza risparmio in tal senso in un momento storico così delicato come quello attuale a causa della persistente pandemia da Covid 19.


Missione in Libano: avvicendamento al National Support Element
Nella missione in Libano il Reggimento Logistico Taurinense subentra al Reggimento Logistico Garibaldi
Presso la Base Millevoi di Shama si è svolta la cerimonia di avvicendamento alla guida del National Support Element, la componente nazionale del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale.
Al cospetto della Bandiera di Guerra del Reggimento Logistico “Taurinense”, il Comandante del Sector West Generale di Brigata Davide Scalabrin ha suggellato l’evento con il passaggio del gagliardetto dell’IT-NSE tra il comandante cedente, Colonnello Fabio Nagni, Comandante del Reggimento Logistico “Garibaldi” di Persano (CE), ed il subentrante Colonnello Giulio Arseni.
Il Generale Scalabrin, nel corso del suo intervento, ha voluto ricordare “la recente concessione al Reggimento Logistico “Taurinense” della Croce d’Argento al Merito dell’Esercito per l’impegno profuso contro il Covid19, una lotta che, come nell’anno appena trascorso, l’Unità della Brigata Taurinense è pronta a perseguire anche in Libano per la salvaguardia della salute dei contingenti internazionali di Sector West e della popolazione locale”.
Tra gli ospiti della cerimonia, il Generale di Divisione Stefano Del Col, Capo della missione e Force Commander di UNIFIL, che ha rimarcato come gli uomini e le donne dell’IT-NSE “si siano fatti carico in maniera straordinaria delle impellenti esigenze logistiche nelle ore immediatamente successive ai tragici eventi del 4 agosto riuscendo, in seguito, a garantire con estrema professionalità tutte le azioni necessarie per la gestione dei collegamenti con la madrepatria, sopperendo alle attività della JMOU colpita dall’esplosione”.
Con quest’ultimo avvicendamento si completa il dispiegamento della Brigata alpina “Taurinense” in Libano, dove è al comando del Settore Ovest di UNIFIL, impiegando come unità di manovra il Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°), rinforzato dal Battaglione Alpini “Saluzzo” di Cuneo e dal battaglione logistico “Taurinense”, unitamente agli specialisti del 32° Reggimento Genio Guastatori di Fossano.
La “Taurinense” opererà per un semestre per il rispetto della Risoluzione ONU 1701, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, garantendo il rispetto del cessate il fuoco mediante posti di controllo e di osservazione, attraverso pattugliamenti nell’area costiera a sud della città di Tiro e lungo la "Blue Line".



     

 

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